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Gli Umiliati: una storia lombarda
Gli Umiliati erano gli appartenenti a un ordine religioso medievale – oggi non più esistente – risalente al XII secolo e particolarmente diffuso nell’Italia settentrionale: essi praticavano l’umiltà (da cui il nome) e la povertà evangelica e vivevano del lavoro manuale, dedicandosi poi ad opere di carità abbracciando sostanzialmente i princìpi della regola benedettina.
Sorto da presupposti pauperistici in un clima diffusamente permeato dagli ideali di un ritorno alle origini del Vangelo – sono gli stessi anni in cui nasce e si sviluppa l’ordine francescano – l’ordine degli Umiliati viene riconosciuto dalla Chiesa come tale nel 1201; divenuto, grazie al proprio attivismo commerciale, un forte centro di potere economico e diffuso sul territorio con numerose case e istituzioni, l’ordine si propone quale presenza costante nel periodo che va dal XIII al XVI secolo, ovvero dalla sua istituzione al progressivo declino, culminato con lo scioglimento su iniziativa di san Carlo Borromeo.
L’ordine era costituito da un ramo maschile e uno femminile, oltre a un Terz’Ordine di confratelli laici. A Monza gli Umiliati ebbero un grande sviluppo e l’ordine arrivò a contare ben sedici insediamenti: alcuni, dotati di chiese e strutture conventuali, ospitavano gli affiliati dei primi due rami, maschile e femminile, che avevano scelto di seguire la regola di vita religiosa e comunitaria; altri complessi edilizi erano destinati ad attività di tipo manifatturiero o assistenziale, mentre il convenium costituiva un luogo di riunione dove periodicamente si incontravano gli affiliati del terzo ordine, ovvero i laici che avevano famiglia e svolgevano attività lavorative proprie, pur condividendo la vocazione all’umiltà delle abitudini di vita.
Gli Umiliati furono soppressi da san Carlo Borromeo nel 1571, avendo ormai smarrito lo spirito evangelico che li aveva sostenuti all’inizio; le loro case furono destinate ad altri ordini religiosi o a opere di carità.
La Casa degli Umiliati oggi sede dei Musei Civici appartiene alla tipologia del convenium: documentata a partire dai primi anni del XIII secolo, fu affiancata intorno alla metà del XIV secolo dall’Ospedale di San Bernardo. Ancora nel 1767 – quando ormai l’ordine era scomparso da tempo – lo storico monzese Maurizio Campini ricorda che la Casa veniva indicata come «il Convegno ossia Adunanza de’ primi Umiliati»; sopra il portale d’ingresso vi era un affresco, ora perduto, raffigurante quattro Delegati della “Magnifica Comunità Monzese”, seduti intorno a una tavola coperta di panno e intenti a distribuire l’elemosina ai poveri, a simboleggiare le attività caritative svolte presso l’allora “Luogo Pio del Convegno” e l’adiacente ospedale, oggi completamente scomparso. Variamente utilizzato nel corso dei secoli, dopo l’abbandono della funzione religiosa il complesso ha subìto numerosi rimaneggiamenti. Nella struttura sono tuttavia ancora riconoscibili alcuni elementi quattrocenteschi originali e altri di natura settecentesca, mentre l’insieme si presenta caratterizzato da una serie di anomalie dovute anche alle complesse vicende storiche dell’edificio e ai numerosi interventi susseguitisi: da notare, ad esempio, la corte porticata dalla forma irregolare e l’asimmetria dell’androne.
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