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Monza romana e medievale e l’arte contemporanea
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Il percorso espositivo permanente del museo si sviluppa su due piani dell’edificio, dove potrai ammirare oltre 140 opere articolate in 13 sezioni. La nostra visita inizia al piano terra, nel chiostro, dove trovano posto i reperti di età romana, esposti sotto forma di lapidarium. Dai ritrovamenti archeologici sappiamo che Monza esisteva in epoche remote, ma fu con i Romani che il villaggio ebbe grande sviluppo: fu costruito un imponente ponte per oltrepassare il fiume Lambro che scorre nel centro storico e agevolare gli spostamenti verso le Alpi. La comunità monzese è documentata dalle numerose lapidi sepolcrali rinvenute come materiale di reimpiego in molti edifici cittadini: le iscrizioni presenti sui reperti – prevalentemente cimiteriali o are votive – ci parlano di veterani legionari, liberti e famiglie devote alle divinità dell’Olimpo antico.
Tra i pezzi esposti nel chiostro spiccano anche un semicapitello di ordine corinzio proveniente da un edificio di notevoli dimensioni ormai scomparso e un coperchio di sarcofago di epoca tardoromana, ma riutilizzato nel Medioevo come attesta l’iscrizione scolpita.
Prima di entrare in museo, soffermati ad esaminare la misura medievale: si tratta di una pietra di notevoli dimensioni utilizzata dal Comune per garantire l’ufficialità delle misure di peso e di lunghezza e larghezza, ad esempio del mattone e della tegola.
Ora entra in museo e raggiungi la sala ovale, a sinistra rispetto alla biglietteria: qui troverai l’“Ara dei Modiciates”. Si tratta della parte superiore di un altare votivo dedicato a Ercole dai giovani abitanti di Monza, i Modiciates appunto: l’iscrizione ci consegna infatti la più antica attestazione del nome originario della città, Modicia, conosciuta poi in epoca medievale come Modoetia e infine Monza. Il pezzo fu donato nel 1874 dal conte Carlo Ghirlanda Silva: si trovava nel giardino all’inglese della villa di famiglia a Cinisello Balsamo dove era stato collocato come elemento pittoresco. Il dono ha di fatto dato origine alle collezioni d’arte di proprietà comunale destinate all’esposizione museale, offerto dal proprietario proprio come auspicio per la realizzazione di un museo pubblico.
A testimonianza delle antichissime origini di Monza, in una vetrina sono esposti i frammenti di spade e spilloni risalenti all’Età del Bronzo, ritrovati in città alla fine dell’Ottocento. In questa sala sono visibili anche diversi reperti di epoca medievale, come lo staio in bronzo usato per le misurazioni ufficiali ed elementi decorativi architettonici provenienti da edifici ormai distrutti. Al centro della parete campeggia l’affresco strappato con la “Deposizione di Cristo”, risalente alla seconda metà del XVI secolo: l’affresco ornava un ambiente della Casa degli Umiliati quando ancora era abitato dai membri dell’ordine.
Il percorso al piano terra continua con un netto stacco temporale, dal Medioevo all’età contemporanea. Esci dalla sala ovale e prosegui sulla destra: la sala seguente contiene alcune opere di giovani artisti premiati in concomitanza delle Biennali Giovani Monza, importanti occasioni per esplorare l’evoluzione dei linguaggi espressivi del XXI secolo. Le opere qui esposte sono caratterizzate da un’ampia varietà di tecniche e materiali, e spaziano dalla scultura alla pittura alla fotografia, a testimonianza della libertà creativa delle giovani generazioni di artisti.
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