ATTENZIONE
La web app è ottimizzata per essere navigato da dispositivi smartphone e tablet.
Uno sguardo sull’Ottocento
Audio guida
Il successivo ambiente del museo ospita una rassegna di dipinti e sculture che accompagnano idealmente il visitatore in un percorso lungo i principali avvenimenti artistici del XIX secolo. Il nostro racconto si apre con il Romanticismo e le opere databili intorno alla metà del secolo: ci accoglie all’ingresso il marmo dalle forme nitide e tornite di Giuseppe Grandi che ritrae una giovane dama, con eleganti abiti e gioielli e un uccellino che le reca un messaggio, forse una lettera d’amore. Sulla parete destra della sala trovi alcuni esempi di pittura di ispirazione letteraria tipica della metà dell’Ottocento: il piemontese Eleuterio Pagliano rievoca una vicenda drammatica ispirata a fatti reali, ossia la morte della figlia di Tintoretto, con un dipinto di piccole dimensioni ma particolarmente apprezzato dai contemporanei, tanto che se ne conosce un altro oggi alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Anche Mosè Bianchi, con “Dopo il duello”, mostra qui la sua produzione giovanile, quando ancora era permeato di ideali romantici e letterari di ispirazione medievaleggiante. Sulla parete di fronte, il “Paesaggio con barche” attribuito a Luigi Riccardi segna invece il passaggio verso una rappresentazione realistica del paesaggio e delle attività umane, reso ancora più evidente nelle opere di genere della seconda metà del secolo, come il “Cortile rustico” del fratello di Mosè, Gerardo Bianchi, esposto alla tua destra.
Seguiamo Pompeo Mariani nei suoi spostamenti fuori Monza, dalle risaie della pianura immortalate poco prima dello scoppio di un temporale alle splendide marine liguri, con l’animata vita del porto di Genova e le impressioni rese vivide dai riflessi di luce sul mare; l’attività del Mariani sul finire del secolo e alle soglie del Novecento si sovrappone ad altri fermenti di rinnovamento, manifestati dall’esperienza dei Macchiaioli e del Divisionismo. Il museo ha beneficiato nel 2023 della donazione di un piccolo, prezioso dipinto di Giovanni Fattori: un “Cavalleggero”, che ben rappresenta il linguaggio sintetico e strutturato del pittore; lo vedi esposto in fondo al corridoio, sulla sinistra. La svolta divisionista è invece evidente nelle ultime opere appese sulla parete di destra, il quadro di Achille Tominetti – il “Casolare alpestre” – e il “Valico alpino” di Guido Cinotti, dagli straordinari effetti di luce e profondità, un quadro da ammirare sia da vicino, per apprezzarne le pennellate, che da lontano, per cogliere la visione d’insieme.
Ripercorrendo il corridoio in senso opposto, potrai osservare come anche la produzione scultorea ottocentesca riflette un pensiero artistico in costante mutamento: il gesso di Ambrogio Borghi ritrae a figura intera una scenografica “Berenice” dalla folta chioma: propedeutico alla statua finale, il gesso consente una resa meno minuziosa e più vibrante alla luce della superficie, ben evidente poi nelle opere più tarde di Ernesto Bazzaro. A lui dobbiamo il piccolo gruppo in bronzo “In carovana” e il busto in gesso con il ritratto di Achille Mapelli, garibaldino e noto politico monzese: con le forme irregolari e plasmate dalla luce, i pezzi di fine Ottocento si rifanno ai modi della Scapigliatura e guardano al fascino dell’orientalismo.
Mappa
Condividi la tua posizione
Visualizza a schermo pieno
Scegli un altro punto di interesse
Ingrandisci
Rimpicciolisci![]()
Le tappe dei Musei Civici di Monza
Audio di orientamento in museo per persone ipovedenti
Tutto il museo
Dalla biglietteria
Dal primo piano
Mostre ed eventi al museo
Anselmo Bucci. Monza e il Novecento
I Musei Civici ospitano la mostra “Anselmo Bucci. Monza e il Novecento”.
Scopri la mostra con l’audioguida.
