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Monza, una storia millenaria
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La città di Monza, oggi capoluogo di provincia e con una popolazione di quasi 123.000 abitanti che la rendono la terza città della Lombardia, affonda le sue radici storiche in un passato remoto che risale all’età del Bronzo, come testimoniano i ritrovamenti archeologici di fine Ottocento. L’insediamento, abitato poi dai Galli Insubri, sorgeva lungo le sponde del fiume Lambro; con la conquista del territorio da parte dei Romani, il villaggio acquistò importanza sempre maggiore come snodo viario e commerciale. La realizzazione di un ponte in muratura che permetteva di oltrepassare il Lambro – allora caratterizzato da una portata maggiore dell’attuale – fu determinante per lo sviluppo del vicus: Monza, allora denominata Modicia, si venne a trovare lungo importanti direttrici viarie che da Mediolanum conducevano al nord, verso i laghi e i valichi alpini. Con la caduta dell’impero e le conquiste dei barbari Monza conobbe un periodo di grande splendore grazie alla presenza della corte longobarda della leggendaria regina Teodolinda: fu lei a promuovere la conversione al cristianesimo, a combattere l’eresia ariana e a fondare la basilica dedicata a San Giovanni Battista.
L’età medievale segna un periodo fiorente per la città, il cui nome si evolve in Modoetia: sede di importanti commerci e mercati, la città gode del favore degli imperatori del Sacro Romano Impero – grazie anche alla presenza della celeberrima Corona Ferrea – e conosce un grande sviluppo urbanistico, con la costruzione di chiese e del palazzo comunale noto come Arengario. Entrata poi nell’orbita dei Visconti e successivamente degli Sforza, Monza viene protetta da una cinta di mura e da un castello, collocato nel settore meridionale della città. La dominazione spagnola coincide per la città con l’infeudamento: l’imperatore Carlo V la assegna alla famiglia De Leyva, che darà i natali nel 1575 a Marianna che divenuta monaca forzatamente, entrerà nella storia come la Signora e la Monaca di Monza. Nel 1648 il feudo viene acquistato dai Durini; l’epoca austriaca lascia a Monza l’eredità della Villa Reale progettata dal Piermarini per il figlio di Maria Teresa, governatore della Lombardia; a Napoleone dobbiamo invece la creazione del Parco, tenuta di caccia e azienda agricola modello. I Savoia vivono la reggia di Monza come luogo di villeggiatura, particolarmente amato da Umberto e Margherita fino ai tragici avvenimenti del 29 luglio 1900, quando l’anarchico Gaetano Bresci colpisce a morte il re. Il XX secolo vede Monza protagonista di grandi innovazioni; capitale dell’industria del cappello con le sue decine di cappellifici, la città entra a pieno titolo nell’era moderna, grazie anche alla costruzione dell’Autodromo nel 1922, impianto all’avanguardia nel mondo in crescita dell’automobile.
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